pag. 4, "Non servono soldi, ma nuove regole per rendere efficiente la Sanità" di Marcello Crivellini - Il Foglio
venerdì 25 ottobre 2013
L'assenza di cultura del controllo e della verifica dei risultati ha portato la politica italiana a considerare interventi di governo solo quelli che comportano stanziamenti; la differenza tra destra e sinistra è inesistente se non, a volte, nella tecnica o nei destinatari della distribuzione (ovvero dell'assistenzialismo). [...] regioni ad alto deficit sanitario [...] In esse [...] l'assessore alla Sanità è stato rimosso ed è stato nominato un commissario. L'assurdità è che per legge viene nominato commissario il presidente di regione, cioè uno dei maggiori imputati del disastro economico e gestionale! [...] Radicali [...] hanno proposto che non sia commissario chi abbia avuto o abbia incarichi istituzionali nella regione. Basterebbe nominare cinque persone esperte senza incarichi istituzionali presenti o passati in quelle regioni, che non siano cioè complici dei disastri avvenuti e possano liberamente attuare gli interventi necessari senza mediazioni e ricatti. Una norma che non costa ma che anzi porterebbe all'azzeramento di circa 1,5 miliardi di euro di deficit sanitario l'anno, delle regioni ora fintamente commissariate. [...] Non c'è emergenza di risorse economiche nella Sanità; anzi in questa situazione maggiori risorse favorirebbero il mantenimento di sprechi, disorganizzazioni e atteggiamenti corporativi. C'è grande bisogno di regole diverse, che siano finalizzate alla tutela della salute dei cittadini e dei soldi dei contribuenti invece che agli interessi interni alla Sanità.
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