pag. 27, "Il futuro della democrazia" di Norberto Bobbio - RCS (Milano), 2010
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sabato 16 novembre 2013
[...] "Chi controlla i controllori?" Se non si riuscirà a trovare una risposta adeguata a questa domanda, la democrazia, come avvento del governo visibile, è perduta.
[...] Se ho manifestato qualche dubbio che la computer-crazia possa giovare alla democrazia governata, non ho alcun dubbio sul servizio che può rendere alla democrazia governante.
pag. 27, "Il futuro della democrazia" di Norberto Bobbio - RCS (Milano), 2010
[...] L'ipotesi che la futura computer-crazia, come è stata chiamata, consenta l'esercizio della democrazia diretta, cioè dia a ogni cittadino la possibilità di trasmettere il proprio voto a un cervello elettronico, è puerile. A giudicare dalle leggi che vengono emanate ogni anno in Italia il buon cittadino dovrebbe essere chiamato a esprimere il proprio voto almeno una volta al giorno. L'eccesso di partecipazione, che produce il fenomeno che Dahrendorf ha chiamato, deprecandolo, del cittadino totale, può avere per effetto la sazietà della politica e l'aumento dell'apatia elettorale. Il prezzo che si deve pagare per l'impegno di pochi è spesso l'indifferenza di molti. Nulla rischia di uccidere la democrazia più che l'eccesso di democrazia.
pag. 22, "Il futuro della democrazia" di Norberto Bobbio - RCS (Milano), 2010
La democrazia è nata da una concezione individualistica della società, cioè da quella concezione per cui, contrariamente alla concezione organica, dominante nell'età antica e nell'età di mezzo, secondo la quale il tutto è prima delle parti, la società, ogni forma di società, in specie la società politica, è un prodotto artificiale della volontà degl'individui.
pag. 17, "Il futuro della democrazia" di Norberto Bobbio - RCS (Milano), 2010
[...] lo stato liberale è il presupposto non solo storico ma giuridico dello stato democratico. Stato liberale e stato democratico sono interdipendenti in due modi: nella direzione che va dal liberalismo alla democrazia nel senso che occorrono certe libertà per l'esercizio corretto del potere democratico, e nella direzione opposta che va dalla democrazia al liberalismo nel senso che occorre il potere democratico per garantire resistenza e la persistenza delle libertà fondamentali. [...] stato liberale e stato democratico, quando cadono, cadono insieme.
pag. 15, "Il futuro della democrazia" di Norberto Bobbio - RCS (Milano), 2010
domenica 10 novembre 2013
[...] a partire dagli anni Novanta in Italia il processo di secolarizzazione si è interrotto, e in alcune zone del Paese addirittura invertito. Peraltro, l'Italia si colloca ai livelli più bassi di gradimento della democrazia.
pag. 226, "Perché gli scienziati non sono pericolosi" di Gilberto Corbellini - Longanesi (Milano), 2009
venerdì 25 ottobre 2013
Democrazia - Il termine [...] è attestato in senso negativo in Aristotele (384-322 a.C.). Il termine verrà poi collegandosi sempre più con quello di “repubblica” e di sovranità popolare, assumendo significato polemico nei confronti della monarchia. [...] A partire dalla metà dell'Ottocento, il termine “democrazia” si consolida all'interno di una concezione liberale e costituzionale della modernità politica. [...] Nel corso dell'Ottocento è tuttavia attestata, nell'ambito delle dottrine politiche di matrice socialista e anarchica, un'altra concezione di democrazia, non formale ma “sostanziale”, che mira ad estendere anche a livello sociale ed economico quell'uguaglianza tra i cittadini che lo Stato liberale di diritto garantisce a livello politico e giuridico. Nel Novecento la democrazia assume il significato predominante di democrazia liberale e rappresentativa, che ha il compito di realizzare l'allargamento dei diritti politici e il rafforzamento delle istituzioni rappresentative nelle quali deve trovare espressione la partecipazione politica dei cittadini. La democrazia viene allora sempre più interpretata in senso “tecnico” come insieme di procedure atte a garantire tali finalità e in essa si esprime la legittimità delle moderne istituzioni politiche liberali.
pag. 32, "Parole e materiali per la storia contemporanea" - Baiesi (Bologna), 2002
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