Durante il Settecento si afferma in
tutta Europa […] un movimento di pensiero denominato illuminismo,
perché la sua intenzione è quella di “illuminare” le coscienze
mediante la luce della ragione.
L'illuminismo si diffonde soprattutto all'interno della borghesia, una classe sociale in ascesa in una società che manifesta chiari segnali di espansione economica e demografica. Per la borghesia dotata di una mentalità utilitaristica e di uno spiccato senso pratico, l'illuminismo rappresenta uno strumento critico nei confronti di una tradizione culturale che considera il peso della tradizione e della religione il più valido strumento per l'immutabilità sociale e politica.
La diffusione della cultura e la lotta contro la superstizione, soprattutto religiosa, possono considerarsi gli obiettivi principali del movimento illuminista. Il nemico principale è da individuarsi nelle Chiese. La Chiesa cattolica, in particolare, è considerata la roccaforte dell'ignoranza e dell'oscurantismo reazionario. Gli illuministi, per la maggior parte, si professano deisti, riconoscono cioè l'esistenza di un'entità divina creatrice a cui gli uomini possono arrivare tramite l'esercizio della ragione e della coscienza morale.
[...] La fiducia nella ragione è intesa dagli illuministi come ricerca della verità con strumenti critici e scientifici da cui nessuno può essere pregiudizialmente escluso. Da ciò si deduce che un importante corollario, tendenzialmente democratico, di questo movimento di pensiero è il cosmopolitismo, ossia la convinzione che gli uomini sono prima di tutto cittadini del mondo, degni di rispetto indipendentemente dalla loro razza, religione e classe di appartenenza.
pag. 39, "Parole e materiali per la storia contemporanea" - Baiesi (Bologna), 2002
Nessun commento:
Posta un commento